..è la fine. E in questo momento, posso scrivere tutto. Sono felice, affranto. Piango. Rido. Sorrido. E scriverò tutto, incominciando subito.
Le mie ultime 30 ore a Paris
L’ultimo risveglio mi coglie nostalgico, consapevole degli ultimi battiti, dopo 1sera a chiacchierare con il massaio Marco e 1paio di Heineken, e un discorso con Sarah che mi ha portato a coricarmi con il sorriso alle 3.30 dla notte prima. Marta sta preparando i bagagli, la imito timidamente, aspettandola: colazione da Starbucks, scone, thé à la menthe e cappuccio, mentre tiriamo 1bilancio. Ci siamo conosciuti poco, è vero, e gli ultimi tempi per me sono stati occupati da tanti altri pensieri, problemi, ciocche di capelli corvini. Mi spiace, e al
tempo stesso sono contento d’aver condiviso 1tetto con colei che non si siede sul divano perché è il mio letto, e che è riuscita a rendere camera sua 1autentico campo di battaglia. Lode alla maestra, e a presto, ambasciatrice dello Showcase.
Resto solo, 1lista di cose da fare, la decisione di non passare da l’Occitane a salutare. Dopo tutto, l’antivigilia in ufficio non c’è nessuno che se ne dispiacerebbe veramente. Ce ne fosse uno, passerei, giuro. Messaggio di Tania. Troppo tardi per un Bon Cru dei tempi
supplementari, dopo l’intimo e ammirevole di venerdì scorso con lei e Greg. Ma passo. Valigia, valigia, altra valigia. Esco. 1abbraccio a 2membri di un’équipe veramente l’Occitane, con tutto il buono che questa formula ha saputo incarnare in questi 32 anni. Ultimo giro per Place des Pyramides, Louvre, Les Halles, Tiquetonne, Montorgueil, ultimi regali. Arrivo al REX: ciao chiavi di casa. Difficile restare a freddo. Tasto verde, contatti, Marco Fontana, chiama. La scoperta di una ricca comproprietaria ebrea marito dl’artista dl
nostro atélier, e del suo mazzo di chiavi di riserva, mi salva l’inizio della serata. Appuntamento mantenuto, 8.20 a Pont Neuf, e 8.30 alla fontana di St.Michel. Ovviamente, 8.30 e 8.40. I miei compagni nl’ultima sera sono Marco, Francesca, Claudia, Armen e Sarah. Quando ci si attende le cose, spesso non arrivano come si desiderano. Ma l’ultima Crêperie des Pecheurs e l’ultima pinte de blanche al Mazet hanno un valore simbolico. Hanno silenziosamente chiuso tradizioni di 1fase dla mia vita che non tornerà. Gradatamente, gli abbracci arrivano e le
persone se ne vanno, dopotutto domani si lavora. Francesca, Claudia, Armen. Lascio Marco all’entrata all’entrata di Pont Neuf, pochi secondi dopo un ultimo sguardo alla Tour, e alle Vedettes. L’euforia insensata che nasce dall’esser ancora lì, dal conoscere ogni angolo, ogni centimetro di quel ponte che ha visto
troppi pensieri, sentimenti, ed emozioni nel corso di queste 5 stagioni, si unisce alla brezza leggera che sale dalla Senna, mentre salto con la mia colonna e la mia croce e delizia. Tempo per il gran finale. Mi sembra quasi paradossale che Marco se ne vada. L’abbraccio è forte, il miglior wingman dal 1916 mi saluta, ed è stato
meglio così. Non so come avrei fatto se no.
Inizia una camminata tra gli ultimi simboli di una città che dorme. Tra risate ed abbracci 1rassegna di luoghi mi porge un ultimo silenziosamente notturno saluto. I teatri di Châtelet, i kebab di Les Halles, gli alberi di Sébastopole, il drapeau tricolore del Centre
Pompidou. Le Pick-Clops di rue des Archives, il Lizard Lounge, la giostra di St.Paul, les gauffres di Bastille. Roquette e le tenebre dei suoi bar. 2 linee parallele che risalgono il Marais, attraversano Rue Amelot e Filles du Calvaire. L’imponenza dla statua di République, contornata per risalire: le Canal
St.Martin, il Favelas Chic, Goncourt, Belleville, e ancora Pyrenées. Il tenero canapé di zucchero di canna ci accoglie per il tempo di qualche video, di Scary Movie 3, di qualche sorso di Coca Zero e i minuti necessari a riscaldare piccole mani e piedi gelidi. Non di più. Il resto è Jagermaister. Chiaramente, sono
fatti miei. Dedico giusto qualche parola, spinto dal dsiderio di non dimenticare la naturalezza, la cura, la dolcezza, l’attenzione. No, we didn’t. Per noi era altro. 3ore di sonno, 1saluto difficile, col sorriso, colpiti dal paradosso che ci porta a cambiare espressione nel giro di secondi, di battiti.
..la fin m’a voulu offrir la nuit la plus douce et cruelle. en marchant, je ne sais pas si sourire ou baisser mon regard. ce que je sais est que si tu voudras, je pars pour tôt revenir, et sourire encore. 1bacio ai frementi, forti e morbidamente avvenenti riflessi corvini. mi mancano già.

Difficile dirigersi a Bonne Nouvelle, correre a realizzare l’ennesimo piano complicato, scendere con 4 viaggi di valigie da più di 100 chili 5 piani a chiocciola, in tempo per prendere il taxi g7 prenotato poco prima, direzione gare de lyon. Il sole fa capolino, lascio una paris illuminata guardando il quai che si muove, egocentricamente.

Piango. Rido. Sorrido. E tornerò presto, nonostante tutti i miei casini, con il desiderio di riassaporare scintille dorate di vita, avvenenti riflessi corvini, e quel cielo cristallino che illumina il palcoscenico che non voglio lasciare. Perché, anche se cosciente del carattere effimero di tante cose nella vita, a Paris io ho ricordi profondi, amici sinceri e qualcuno che mi dona il sorriso. Il sogno si è avverato.
24.12.08
..day 463. La nera, celeste e dorata fine.. ?
2.9.08
..day 350. Blog extension. Le possibilità de ma 2ème ville.
..e io ke pensavo che finito lo stage i ritmi rallentassero. 4giorni con pochi momenti per rifiatare, a parte le tarde colazioni e i momenti spesi per contagiare claudia con How I met your mother. Ovviamente, vittoria.
Ke dire.. i ritardi s'accumulano, le idee di posts da scrivere si infittiscono: il blog sta davvero rinascendo, un po' in diesel.
4giorni con la mia ex/futura coloc a trovare casa, a chiaccherare, a prendere foto e non bere rum e coca. A tracannare pinte e scrivere email, lasciare messaggi in francese. Ovviamente, vittoria.
Un piccolo e atipico open space al 5o piano del 40 di rue de Paradis è da oggi, e fino a pochi giorni prima di Natale, la mia prossima casa. Per più di informazioni.. il blog dell'open space.
Tutte le condizioni base sono rispettate: budget, distanza da marco e francesca, colocataires che ci stanno, che saranno ufficialmente claudia, e marta.
Insomma, tutto sorride sulla rive droite della senna.. e invece no. Ho esitato, dubitato a lungo se restare qui ancora o no.. e ancora oggi ho bisogno periodicamente di rinforzare questa mia decisione. Uno stuolo di visi, nomi e ricordi che ho lasciato a milano mi mancano, e ho voglia di tornare da loro. E poi, qui non sarà facile.. Nonostante ciò, oltre alle frasi di circostanza che alleviano ma non convincono fino in fondo, una luce mi si è fatta incontro in questi giorni, e quella luce è la ragione per cui resto. Si intravedeva nei riflessi dei neon di Rock en Seine sui capelli di Cristina, si sussurrava da un marciapiede all'altro vicino a Bastille, con l'aria un po' alticcia, si guardava dietro al caro comptoir del Mazet. Affascinante, imprevista, rivoluzionaria. E mi spiace, ma a Milano questo è diverso, questa luce non c'è, non così. Ancora 4 mesi di Parisian Skies. Alla ricerca della luce.
23.5.08
..day 252. 99francs, tra Paris et Bayonne. Il mio presente. Il mio futuro.
..ispirato. questa la sensazione mentre tocco i primi tasti. Sono in un angolo del mondo dove non sono mai stato, probabilmente ci ripasserò tra 2 giorni, e poi, forse, mai più. Bordeaux. Va bene così, va benissimo. Ieri sera una serata che vale un anno; il nucleo era tutto lì: l’amico di tante risate da riabbracciare, la compagna d’avventura alla corte di Kapferer, i primi colocataires della mia vita, la prima persona che in un baretto del Marais mi ha fatto vedere la bellezza e l’importanza di essere partito. L’amica di quella Milano sana che porto ogni giorno con me. E poi, gli occhi neri e intensi che riescono a farmi dimenticare quei giorni di marzo, la paranza, quelle parole di una sera primaverile che hanno lasciato il tempo che han trovato. I capelli e il sorriso che mi fanno andare in giro per paris in vèlib, tranquillo, perché tutto sommato, mentre giro i miei pedali, in quel momento, non potrei chiedere null’altro. In quel momento, chiudo gli occhi, e ho tutto. Ieri sera c’era il Mazet, c’era Patrick Brun, c’erano i Pixies. Ed è stato il momento di un intimo addio. Una brugs e il mio noyau parisien autour de moi: ça a fait du bien.
20ore dopo, nei miei occhi una soleggiata mattina, un’investitura a responsabile del piccolo ma gratificante progetto Panel, un pomeriggio in una vecchia casa di pietra a vendere coffrets pour la Fête des mères. La boutique de L’Occitane à Bercy Village, sud est di paris. Riscoprire la sottigliezza, la tattica, la poca correttezza di un venditore. Il desiderio di vendere, l’obiettivo da raggiungere. Lo spirito d’osservazione al servizio dello scontrino medio. Salutare un cliente, la giovane che vuole dare un sorriso alla sua belle mère, una signora lusingata dalle attenzioni che non vuole passare il suo budget. L’obiettivo non è darle quello che vuole, tantomeno aiutarla a capirlo: ci sono obiettivi da raggiungere, CA da vedere scritti sullo schermo alla cassa; cosa credete, che ci si diverta? Una signora voleva sentirsi più bella, l’obiettivo era passarla dalla gamma oliva, o riso, a quella all’elicriso. Più ricca, più efficace, certamente più cara. Ce l’ho fatta, e ho vinto almeno 25€ in più. E una sensazione sgradevole.
19.05. Scendo dal metrò, linea sei, sono a Montparnasse-Bienvenue. Sulla via del treno, accaldato, con un trolley in una mano e il cellulare nell’altra. La telefonata è con Milano, un altro passo per riportarmi a casa. Saltiamo lo stage, e organizziamo un incontro a paris per metà giugno con un gradino ancora più alto: per intenderci, se andiamo avanti così tra poco incontro Ingrid Betancourt dove la tengono prigioniera. Accetto, la mia frase sul guardarmi intorno ha avuto un effetto inatteso, li ha messi ancora più in guardia. Tra qualche angolo di ceramica bianca, mentre parlavo, ogni tanto vedevo una ciocca di capelli neri, una gonna nera, una sciarpa rossa, una borsa di pelle marrone chiaro e un’altra in sintetico blu, con i manici rossi. Mi guardavano, in silenzio.
Sono confuso. Se ripenso a frasi, gesti, finte risate mi viene da piangere. Il lato oscuro del marketing. Le marche affascinano, ma io devo trovare i buoni. Peccato che non sia le descrizioni tipiche di un’azienda.. non ritrovi la correttezza oltre l’interesse né nella mission, né nei valori, o nella sezione sula reason why sul sito corporate. E se li trovi, sono finti. Mi sembra di aver spiato che i giorni sono ormai diventati 37. Comincia ad essere un problema.
Ogni anno, il budget mondiale speso in pubblicità si aggira attorno a 500 miliardi di dollari. Uno studio dell’ONU stima che per diminuire di metà la fame nel mondo basterebbe il 10% di tale somma.
Tutto si compra. L’amore, l’arte, il pianeta Terra, voi, io. Soprattutto io. L’uomo è un prodotto come gli altri, con una sua specifica data di scadenza, e un suo prezzo. L’Oréal sta cercando accuratamente di trovare il mio. Vostro, il mio futuro tra 37 giorni.
Un bacio a guance morbide.
9.5.08
..day 239.3. Enzo Jannacci, Edith Piaf, le parfum de Burberry e i traversoni à Les Invalides.
..primo post scritto colpevolmente in orario di lavoro. Ma non ho molto da fare, e poi oggi nn c’è proprio nessuno.. tra un paio d’ore inizierà il mio weekend. E vedrò di renderlo produttivo, oltre che piacevole. Termine che foneticamente e semanticamente calza a pennello per l’ultima settimana. Passeggiatine in maglietta e occhiali da sole tra Tiquetonne et Montorgueil con Juliana. Lanci da una parte all’altra dell’Esplanade des Invalides (in mezzo, il traffico), al tramonto, con Fernando e un pallone quantomeno liscio. Pause pranzo con venti minuti di nulla musicalmente accompagnato, sdraiato sui prati di Tuiléries. Pedalate tra i ponti e i quai del lungo Senna in vélib. Le giornate passano veloci, sotto azzurri sempre più soleggiati. Insomma, freccia in sù, si approfitta del rendimento in questo finale di stagione calcistica. Per la cronaca, sabato pomeriggio passato dalle 3 alle 5 al Mazet con Fernando. Alcuni romanisti, due interisti e due maxischermi collegati sulla partita. E-An-Dia-Mo. I pensieri sul futuro si fanno più vicini, mi vengono offerte chiavi di lettura, ma non mi sono ancora messo a leggere. Dovrò comunque iniziare a farlo da questo weekend. CV, LM non so ancora in quali stati e quali lingue. Per adesso, professionalmente parlando la lancetta pende verso L’Oréal, Milano. Lascio che questi 51 giorni mi diano altra esperienza per decidere. Tutto può cambiare in un attimo, dopo un lungo periodo di calma.
Vostro, music pioneer.
Springtime in Paris.08 :
Selton ft. Enzo Jannacci – Silvano
Pink Martini ft. Edith Piaf – Je ne veux pas travailler
..e altre che per il momento restano nel moi iPod.
5.5.08
..day 235. I primi frammenti dei cieli di maggio. La bella stagione.
..troppe, troppe immagini, luoghi, nomi, pezzi del mosaico ke vengono all'esprit. Mischiati tra le lingue di queste mie giornate. La settimana che si è chiusa è allo stesso tempo potenzialmente e di fatto l'inizio della bella stagione. Le immagini che rimarranno in testa sono le chiacchere con papà al Café du Marché, al coin de
La Tour-Maubourg, à La Defense. Barche, amici e futuro. La campagna franciliana di quel lunghissimo RER per salutare Sophie, la mia Smartina, da oggi ufficialmente tornata a Milano. Le chiacchere con Antonio e Pina tra chez Marianne, il Café de l'Industrie, tifare il 4-3-3 (4-3-2-1? 4-5-1? 4-4-2..) di Prandelli al Mazet. Essere colto di
sorpresa da un ballerino di tip tap nel Pub St.Germain, accogliente rifugio fino alle 5.30 del mattino.. Lovely lunch au Marché des Enfants Rouges con Francesca, 5pinte in 2 tra me e Fernando sbirciando sopra la pelata di un interista le gesta di Pippo e Ricky. Un saluto alla Vale, prima di sdraiarmi sul prato delle Vedettes. Per finire,
una serata nel mio 7ème come non l'avevo mai vissuto, e come da tempo nn mi capitava di passarne. Insomma, i veloci tratti di cui sopra fanno parte di un'equazione da cui ho tolto la nuova variabile. Una variabile impaziente, internazionale, indescrivibile in poche parole. Dalle labbra incredibilmente dolci. Per il momento, semplicemente, Juliana.
5.4.08
..day 204.2 La partenza di una colonna nel fumo del narghilé di Bastille.
Cambio di paragrafo, di registro, di stile descrittivo. Giove sera, reincontrarsi nel tramonto primaverile ad Etienne Marcel, incontrare anche la Vero, incamminarsi verso il Japponese de'noialtri. Sushi Gan e bâteaux. Da 6 a 7, con Francesca uscita da teatro. Brezza da saltelli fino alla Bourse, poi Bastille, e il Club per gli amanti della Chicha. Il rude tunisino con il senso del commercio ci accoglie, ci fa accomodare nel suo locale, stile oppieria di Dorian Gray. Solo lui nn credo avesse come sottofondo Aicha di Cheb Khaled. Thè alla menta che secondo me è salvia :P, e mangue, pomme, come gusti dell'ultima cosa insieme, da parigini. Poi, un taxi pescato da Claudia ci trascina via, saluti posticipati a domani, che non ci saranno per stanchezza e mancanza di tempo. I più semplici, e che lasciano 1po' di rimorsi. Taciuti pensando a 1birra settimana prossima.. dopotutto sarò a Milano.
Insomma, Marco è partito. Senza dubbio, per me, una colonna di riferimento per questi mesi. Penso che il mio messaggio riassumesse bene.
..mancherai.avrei da domandarti scusa per mille cosine, ringraziarti per altrettante.ma spero avrò il tempo x ritardar ancora queste azioni.1abbraccio alla prima colonna in terra di francia ke mi incita nuda sul balcone,tuo,1pirla ke guarda la colonna ammirato.
Immagini che resteranno? Oltre a qla rapidamente descritta, a Rivoli in macchina con la prima Subsonica - Strade, e i nostri codouche dietro. Esultare e sfottersi nella G13 davanti a PES5, correre da un bar all'altro per scorgere le prime gesta del Patinho. Facce mute e impassibilmente stupite chez Marianne, per quel dolce con un piattino e due forchette nel Marais prima della festa di Driss. Scambiarsi opinioni su ogni ragazza ke passava, cercando di trattenere un minimo del suo slancio per superare la mia.. moderata velocità a riguardo :P Commentare le giornate sull'uscio della porta a fine lezioni, ritirare carte imprimantes con pijami
poco proponibili e fascette. Che fattanza. E poi pasti al RU, partite di calcetto, tutte le uscite a Paris, tra Mazet, improvvisate, Showcase. Quella birra al McDuff a Natale, da rivedere presto. Insomma, strano vedere il primo cielo parigino senza Marco Fontana.
Ti chiamo venerdì. Grazie, mec.
9.3.08
..day 179. Victor&Rolf, Asterix, Norberto, Marta. Planning, enjoying, thinking, looking.
..ritmi rallentati, mi spiace. Eh già, è già 1settimanina.. La colonna sonora del blog è inaspettatamente Elio e le storie tese - Parco Sempione. Settimana con alti e bassi al lavoro, un altro stage ke mi viene proposto per il futuro, sempre milano, sempre l'Oréal, ma stavola lusso. Insomma, mi viene proposto d'esser l'erede dla signorina Biscossi. Ma io sn preso fin a settembre, kmq, Manu.. Ne riparleremo. Settimana di coppe, e anke lì, alti e bassi.. in piedi a inizio Mazet per Milan-Arsenal, seduti a fine Mazet per Real-Roma. Tanta voglia di weekend, ke arriva e inizia con una dormita colossale.. e una Smart, Sophie, da andare a riprendere in Prefettura, senza olio, senza pila nla chiave.
Odissea finita, che fa epicamente coppia con la prima cassetta vista dla collezione Rampini (il proprietario di casa): Asterix e Obelix contre César. Grande livello. Come al solito il weekend rallenta i ritmi (e qui è buono), rilassa i nervi e alza 1pochino il tasso alcolico. Tutto bene. Sabato sera itinerante, tra Mouffetard con Norberto e Gianluca, due torinesi ke a Dani ricorderanno lo studio all'ultimo piano di Plastique, Bastille con Annina e 2anglofone poco integrate ed integratesi, République e dintorni con Marco, la Vero, Nic e i suoi fratelli. Fratello. E sorella. Non mi immagino cosa abbiano sentito del sottoscritto prima da parte del dott. Fontana. Mah.. è stato bello per 1sera scherzare con un'autentica romana de Roma.
Marta. Penso a facebook, alla mia lista di persone a cui ho scritto, a coloro a cui devo ancora scrivere. Ad oggi, mi trovo molto bene qui, ma è a tempo. Ad oggi, mi vedo in Italia. Le conclusioni non le traggo, prima c'è una primavera e un'estate da vivere. Alla prossima rivoluzione copernicana, vostro, future house warming host.
16.9.07
...day 7. day 8. do the D.A.N.C.E, c'est Paris!
..ouf. Cominciamo a essere in ritardo ragazzi. Certo ke rientrando rispettivamente alle 4.30 e alle 6.. vabene allora. Racconti misti, l'ordine nn fa già + parte di qsta stanza. E' arrivato il mio co-douche! Si chiama Fernando, di San Paolo. Lo stile si riconosce subito dal suo macbook. Pronti via, si rilancia. Lui mi dice ciao e io lo invito fuori x 1birra cn gli altri. E allora, à Paris. Ultimamente è un'abitudine. E incomincio a conoscere bene le strade e i sensi! Ieri sera interpretavo la parte di un tom tom. oscar. Kmq.. la prima sera in un locale nel marais, birretta e chiacchere.. kebab finale à les halles (qui la via continua ben oltre le 2 milanesi.. basta conoscere i quartieri giusti).
Ieri sera... beh :D avant, curieux spaghetti bar. Cena luculliana a base di bruschette, spaghetti (e grazie..), vin rouge et limoncello. Resto in piedi sulle scale alcoliche, prima c'era stata 1birra e 1altro aperitivo leggero. Angolata del tavolo con marco, guillaume (il festeggiato.. anke lui su facebook, ke sta diventando una babele multiculturale. svizzero ke, franchement, ci sta dentro pure lui. comincia ad esser 1costante), sabri il co-douche di marco, francotunisino ke ha vissuto e studiato per anni à montreal. Vecchie immagini tornano in mente. Kmq.. poi ci si trasferisce. Passeggiatina.. la seine, notre dame, st.germain et st.michel. Chiaccherando per le strade,
il percorso non scritto ci porta ad un bar dove ci sn alcuni CEMS ke sn con noi à HEC. Party time. Pub british mode, sfoggio un malibu orange ke fa tendenza (dopo il mio ne sn partiti altri 2 diretti), e si entra nl dancing mood. Presenza femminile nn era quantitativamente estesa, c'è da ammetterlo. Però... però Mindanao. Dopo esser stato additato per 1ora come tiracanas (la versione spagnola di dragueur.. fate voi), a questo punto tanto vale ke io sia coerente, no? Come penso qualcuno possa capire, diciamo chiaramente un 7,5. E non sto parlando di lei, ok? Per carità, faceva le stesse identiche cose con me e guillaume.. diciamo ke aveva voglia di caffé. Quand meme, moi je note (io segno.. e poi vediamo). I ritorni incominciano a non esser 1po' 1problema. Canzone della serata, Lady marmalade. Vabbè, siamo à Paris, qnd parte qla.. Canzone extra serata, dei molto apprezzati Subsonica grazie al cd in macchina di marco. Strade. Quelle che probabilmente mi allontanano da alcuni boccoli biondi ke voi conoscete, e ke probabilmente non hanno più il desiderio di mostrarsi, anke solo attraverso alcuni tratti in un rettangolo virtuale. Forse mi sn sbagliato, forse è sl parte dl passato. Nl caso, d1splendido passato, ke ricorderò sempre cn il sorriso. Non dipende sl da me.. Un'ultima nota grafica (ke dopotutto va espressa, dato ke nn sto facendo presentazioni): mi rendo conto di non trasmettere l'incantevolezza della città alle porte della quale mi trovo. Imponente, seducente, splendida in centinaia di esplanades così come nei grands boulevards, nei piccoli angoli, così come nei dettagli. L'altra sera ne ho scorto 1di piccolo dettaglio..
..abbastanza classico, ok. ma tranquilli, qnd verrete qui avrete il tempo di respirare a pieni polmoni la bellezza di 1città magica. maintenant je vous laisse, vado a casa di matthieu a vedere monaco-psg. day 9!


