..titolo descrittivo, che racchiude i colori ocra di questa stazione, la sua maestosità regionale, la sua storia. La stazione di Bordeaux si presenta così, agli occhi del viaggiatore. Nel DNA, o solo nello spirito, ancora da vedere. Il fumo effimero sale, assieme a qualche pensiero.. magari si dissolvono insieme nel cielo. Di ritorno a Paris, mi fa quasi strano vedere Italia scritto sulla mia valigia. No, aspetta, io sono in Francia.
Mi fermo qui dopo 2 giorni di vero Trip Surf Sud Ouest, paesaggi nuovi, stili di vita diversi. Fare il surfista a Seignosse, Hossegor, Biarritz, Bayonne. Affittare con un po’ di sfrontata ignoranza una tavola, una muta, partire verso le onde. Certo, so salire.. ma per ora, Brice. Un po’ di caldo colore in volto, la prima sensazione della spiaggia, del mare (pardon, dell’oceano) sotto i miei piedi dopo mesi. Colazioni, spuntini chimici. Cena d’altissimo livello, Guillaume è un cuoco svizzeramente efficacissimo.
Estelle come una scintilla di un qualcosa che verrà, tra qualche tempo, nel mezzo di una serata al Dick’s Sand. Sarebbe il momento di porsi degli obiettivi a breve termine. Tutto sommato, inconsciamente li so, non c’è bisogno di razionalizzarli. Saranno 35, c’è tempo, non tanto. La bite en sable.. karaoke alla francese: que nos musiques sont des fanfares, nos succès des chansons à boire.. Je pense je serais en avance au rendez-vous de nos promesses.. Mex..iiiii….co! Pausa.
26.5.08
..day 254. Bordeaux St.Jean.
19.3.08
..day 188. Pensieri veloci, grezzi. Uganda, Carquefou, Manosque.
..cosa ho visto oggi. Nessun tono sensazionalistico, più esistenziale. Cosa mi ha riservato questo giorno, che si chiude qui, e nn tornerà più. Mi ha fatto pensare ke ci sono cose kenn accadranno mai, e ke bisogna contare tra le sconfitte. Ke ci sono piccole cose belle da vedere e da scoprire ogni giorno, e bisogna saper approfittare delle piccole, minuscole vittorie, a volte. Tableau automatique pour l’optimisation des compos. Seconda notte in questa camera, come compagni un lontanissimo Carquefou, House, Dr.Nicklas Garrager. The last king of Scotland, ammetto che Guillaume i film se li sa scegliere. Un oasi di nulla facenza lunga 4ore, goduta al 100: c’è un limite alle occasioni da cogliere, questa cena nn l’era. Questo giorno mi ha fatto vedere ke la pura amicizia è una delle cose più importanti nella vita, soprattutto oggi, ke mi trovo come mai prima Middle of nowhere. Vessillo musicale. I pensieri migliori arrivano da lontano, e dal più o meno prossimo futuro. Li aspetto, non con le braccia conserte. Mi fa scorgere una piccola linea, un catalizzatore forse, che cambia molto, tutto. Una lente. Mi fa notare ke la mia vena questa sera non mi soddisfa. Meglio posare la penna. Buonanotte.
26.2.08
..day 163,164. In una parola. Amsterdam.
..1weekend incredibile. Arrivato all'1a di notte, dopo 9ore di lavoro passo da casa, lascio la giacca e prendo il giubbotto di pelle e qualche vestito pesante. Le tasche si riempiono di chiavi della macchina e iPod, mentre frettoloso segno a matita numeri di autostrade e qualche nome di città su un foglio dei carrefours HEC. Ciao Unilever. Partiamo. Io e Mehmet,
reincarnazione di un supremo comandante di guardie persiane, ci dirigamo verso una città mai vista. Amsterdam. Péripherique, IKEA (!), Lille, IKEA (?), Brussels, Antwerpen, IKEA (:)), Breda, Utrecht, Amsterdam. Qualche informazione raccattata via mess, da Amsterdam chiudiamo il
cerchio progressivamente verso Centrum, Vondelpark, Vossiusstraat. The Flying Pig Uptown Hostel. Catapultati in un vero melting pot, con gli altri già dispersi per la città, e Guillaume e Paco a darci un benvenuto imbustato. Apro una parentesi per ringraziare tutti gli attori del
cortometraggio di 2giorni: in ordine d'apparizione, Mehmet, la francese della reception, Guillaume, Paco, Niccolò, Marco, Sabri, Manu (..), Gandhi, Checco, Carlo, Davide, la cameriera del Wok to Walk (l'ordine è saltato), l'inglese gestore del coffee shop, le altre 2receptionists del Flying Pig. Tante mangiate chimicamente
indotte, volteggiando su una bici rossa (senza freni sul manubrio,ma ke rallenta con fascino pedalando indietro) tra i canali di una città "in cui abiterei tranquillamente qualche mese". Insomma, una scoperta. Ci tengo a tenere a mente la discesa apocalittica dalla smart, appena arrivati, con vista su rissa nel vento
gelido olandese, ci tengo a ricordare tutte le passeggiate per le vie, i 2 musei in un immaginifico crescendo, Van Gogh e Rijks, le discussioni su afgani e nepalesi. Voglio ricordarmi un petit coin in un ostello della madonna, una grande prima colazione e la voglia di alzarsi alle 10 del mattino nonostante tutto. Le case
storte con i cunei, il mulino, gli infissi sull'esterno di quella splendida via, e perchè no il salto nel Red Light District. Esperienza da fare, per capire una (minima) parte della filosofia di un luogo ke mi ha incantato. Amstel, Heineken, e come sempre Hoegaarden. Anche una splendida colonna sonora, sbiadita nei ricordi di cui trattengo solo qualche parola. Oasis. Doors. Dylan. Faceva freddo, c'era il sole, e capivo, ancora nonostante tutto, la bellezza di quei momenti. Chiusosi a cerchio con benzina, biscotti Bonne Maman al cocco, Orangina, qualche Lucky, un weekend dai toni alti. Speso con un Fontana, un turco, uno svizzero, un
messicano, un franco-tunisino, italiani e francesi, ad assaporare il gusto sconosciuto di una città a parte. Vostro, White widow.


