..un’altalena di emozioni mi ha attraversato in questi 5 giorni. Dall’euforia a 32 denti, allo smarrimento che ti lascia muto, senza 1espressione in volto, e che ti dà l’unica voglia di chiudere il mondo di fuori e nn sapere quando tornarci. Dalla vergogna e lo shock, dal primo sorriso dopo il dolore, alla calma di quello che potrebbe essere considerato un rehab provenzale.
..una girandola d’immagini ha attraversato i miei occhi, in questi 5 giorni. Colori seducenti, aggettanti, spenti, solitari, silenti, e poi ancora accoglienti, appacificanti. Dal silenzio perso al silenzio fermo, tranquillo.
Tante cose sono successe in questi 5 giorni, e non tutte saranno scritte. E’ sempre stato un po’ il limite e il pregio di questo mio scrigno, quello di essere pubblico. Ci ho lottato contro, più di 1volta, con la noncuranza data dalla convinzione di non voler avere segreti. Al punto da ostentarlo online. Ma ognuno di noi ha dei segreti, ognuno di noi ha fatti che non ha raccontato, per i motivi più vari. E io, per i motivi più vari, taccerò su alcuni miei segreti.
Con ordine. 13 dicembre. Il punto più alto, e il più basso. Tutto nel giro di una manciata di ore. Il bianco candido della tenda che si sposta, il rosa fluorescentemente dolce che vola per terra. Sotto effetto, vero, ma i particolari di quelle ore non potrei descriverli senza ricercare un po’ di bellezza. Ce n’era talmente.. Poi, il nero che conduce al nero, il soffice che porta al duro, arso. In una parola, triste. Mi scuso per essere sparito, per non essermi praticamente fatto sentire nel weekend delle lauree dei miei amici.
Mi scuso per l’assenza, ma non c’ero neanche io. Non potevo esserci per nessuno.
14 dicembre. Muto, rinchiuso, ancora ammutolito. Socchiudo la porta solo per qualche sguardo, amico, che mi prende per mano.
15, 16, 17 dicembre. 5.45. Sveglia. Come per Copenhagen, la tristezza viene sopraffatta dal vuoto “alla fine devo”. 7.16, Gare de Lyon. Il treno per Manosque. Ritrovare luoghi di 9 mesi fa, di una vita fa.. L’Alta Provenza a dicembre è silente. All’inizio non mi accorgo della differenza. La consapevolezza verrà: è un altro silenzio. Interviste in profondità, film a ripetizione, contatti limitati con il mondo via telefono, skype, facebook. Lew Ashby fa un ultimo capolino nel discorso.
Tra St. Maurice, Manosque, St.Auban, e Montfort, mi fermo a pensare. Non troppo, ma era necessario. E’ vero, questi mesi mi fanno dubitare. Sono meno sicuro di me, pur avendo ancora fiducia nelle mie sensazioni. E sabato il colpo è stato duro. Per utilizzare una metafora ad uso maschile, come essenzialmente sbagliare un gol a porta vuota. Trovandosi in parità. A 5 dalla fine.
Però il silenzio di Manosque è diventato calmo, l’ansia è scesa, e incomincio ad accettare. Che ognuno ha i suoi problemi, che sta a noi risolverli, con la testa, e con la determinazione. Che non bisogna dimenticarli, metterli da parte: inconsciamente restano lì in ogni caso. E si mostrano.
E poi.. sbagli un gol al 85esimo, passano 3 minuti. 88. Ma è stata una partita lunga, 4 minuti di recupero. -6. Il 24 si torna in Italia. Ma ora non è ancora il momento. Last week in Paris. Wanna make that count.
Vostro, Manosque, 17 dicembre 2008, 14:12. La mia ultima sigaretta.
18.12.08
..day 457.2 Bianco, rosa e nero. Dall’euforia, al silenzio. Rehab and resolutions in Manosque. -6.
20.3.08
..day 189. Fine del trittico Manosque.
..ultimi minuti sul TGV da Marseille-Paris, Preso ad Aix.. se no avrei incominciato con una descrizione di un paesaggio marsigliese. Diciamo ke a questo punto sarà provenzale. Cavolo, ho perfino riconosciuto la maniglia. Gli aficionados di Pram la riconosceranno anke loro..
Fine dei giorni à Manosque, bilancio positivo, inventario completamente saltato, ma incomincio a vedere un periodo non male davanti a me al lavoro. Di più, tra poco più di 30ore sarò di nuovo in viaggio. Non che voglia lasciare la Paris ke sta per riaccogliermi, solo ke sono contento di tornare in Italia. Di viaggiare. Lascio dietro di me un sole caldo, quel bel tempo tipico del coin de paradis sulla costa, tanti prodotti dal buon profumo inscatolati e quell’atmosfera e cadenze da sud della Francia in cui mi trovo come un pesce nel mare. L’Occitane, en Provence. Vista. Vero. Sottoscrivo. Mi porto dietro la cena dla prima sera, la camera e le colazioni da businessman all’Ibis (ah, ah.). L’imprevedibile figura di Alexandra De Gasquet, che tutto mi immaginavo fuorché una ragazza.. pas mal. Per me, la primavera è iniziata ufficialmente in un angolo della Provenza, e continua la prima sera al Favelas Chic, per uno dei primi ultimi abbracci alla compagnia italo-francese. Middle of nowhere, sì, ma quache logica dietro ai miei tanti spostamenti c’è. Nel futuro, spero Glasgow, Pramousquier.. Amsterdam. Però quella con hypnotique in coda nella cabina ristorante deve smetterla di passare du qui. Pausa. Lunga. Tempo di rituffarmi, Gare de Lyon.
19.3.08
..day 188. Pensieri veloci, grezzi. Uganda, Carquefou, Manosque.
..cosa ho visto oggi. Nessun tono sensazionalistico, più esistenziale. Cosa mi ha riservato questo giorno, che si chiude qui, e nn tornerà più. Mi ha fatto pensare ke ci sono cose kenn accadranno mai, e ke bisogna contare tra le sconfitte. Ke ci sono piccole cose belle da vedere e da scoprire ogni giorno, e bisogna saper approfittare delle piccole, minuscole vittorie, a volte. Tableau automatique pour l’optimisation des compos. Seconda notte in questa camera, come compagni un lontanissimo Carquefou, House, Dr.Nicklas Garrager. The last king of Scotland, ammetto che Guillaume i film se li sa scegliere. Un oasi di nulla facenza lunga 4ore, goduta al 100: c’è un limite alle occasioni da cogliere, questa cena nn l’era. Questo giorno mi ha fatto vedere ke la pura amicizia è una delle cose più importanti nella vita, soprattutto oggi, ke mi trovo come mai prima Middle of nowhere. Vessillo musicale. I pensieri migliori arrivano da lontano, e dal più o meno prossimo futuro. Li aspetto, non con le braccia conserte. Mi fa scorgere una piccola linea, un catalizzatore forse, che cambia molto, tutto. Una lente. Mi fa notare ke la mia vena questa sera non mi soddisfa. Meglio posare la penna. Buonanotte.
18.3.08
..day 187. Nell'entroterra provenzale. Manosque.
..scrivo ora che dopo crollo. Giornata da alti e bassi, ancora. Lord of war nella tramontante campagna francese, che scorre via alla velocità di un TGV. Da Paris – Gare de Lyon a Aix-en-Provence. A contare quanti giorni a scadenze inaspettatamente corte con Outlook, a mangiare torta alle mele la mattina con una potenzialmente pazza, a mangiare torta alle mele la sera à Manosque. Sono in Provenza. Si vede, e franchement ça fait du bien. Guardi le strade, gli angoli, le case, e ogni scorcio ti dice Pram, di più, ti dice casa. Una parte di me è provenzale. Ieri sera, Hot HotHeat – Middle of nowhere. To give you something to go on.. mi ritrovo nella pedestrianisland sopra la stazione metrò di Rue Saint-Maur, per poi 1bianca e 1baileys con Liu. Puòw essere che giovedì torni in tempo. Kmq, Calvin Harris, l’indirizzo di Francesca, the House Boiling Party. Lo stage a tratti è davvero scoraggiante.. a tratti dà qualche soddisfazione. Sicuramente L’Oréal al momento nn deve fare un grande sforzo per conquistarmi. Ma mica glielo dico :P A meno che nn leggano il blog.. nel qual caso, tutta la mia stima. Kmq la doccia notturna nn è neanche 1brutta cosa. E il letto matrimoniale offerto da l’Occitane neanke. Vado a gustarmelo, così evito questioni al momento spinose. Tipo tesi. Bonnenuit :P
PS. Molta stima della Fondazione l’Occitane. E del suo distaccamento à Paris.


