..è la fine. E in questo momento, posso scrivere tutto. Sono felice, affranto. Piango. Rido. Sorrido. E scriverò tutto, incominciando subito.
Le mie ultime 30 ore a Paris
L’ultimo risveglio mi coglie nostalgico, consapevole degli ultimi battiti, dopo 1sera a chiacchierare con il massaio Marco e 1paio di Heineken, e un discorso con Sarah che mi ha portato a coricarmi con il sorriso alle 3.30 dla notte prima. Marta sta preparando i bagagli, la imito timidamente, aspettandola: colazione da Starbucks, scone, thé à la menthe e cappuccio, mentre tiriamo 1bilancio. Ci siamo conosciuti poco, è vero, e gli ultimi tempi per me sono stati occupati da tanti altri pensieri, problemi, ciocche di capelli corvini. Mi spiace, e al
tempo stesso sono contento d’aver condiviso 1tetto con colei che non si siede sul divano perché è il mio letto, e che è riuscita a rendere camera sua 1autentico campo di battaglia. Lode alla maestra, e a presto, ambasciatrice dello Showcase.
Resto solo, 1lista di cose da fare, la decisione di non passare da l’Occitane a salutare. Dopo tutto, l’antivigilia in ufficio non c’è nessuno che se ne dispiacerebbe veramente. Ce ne fosse uno, passerei, giuro. Messaggio di Tania. Troppo tardi per un Bon Cru dei tempi
supplementari, dopo l’intimo e ammirevole di venerdì scorso con lei e Greg. Ma passo. Valigia, valigia, altra valigia. Esco. 1abbraccio a 2membri di un’équipe veramente l’Occitane, con tutto il buono che questa formula ha saputo incarnare in questi 32 anni. Ultimo giro per Place des Pyramides, Louvre, Les Halles, Tiquetonne, Montorgueil, ultimi regali. Arrivo al REX: ciao chiavi di casa. Difficile restare a freddo. Tasto verde, contatti, Marco Fontana, chiama. La scoperta di una ricca comproprietaria ebrea marito dl’artista dl
nostro atélier, e del suo mazzo di chiavi di riserva, mi salva l’inizio della serata. Appuntamento mantenuto, 8.20 a Pont Neuf, e 8.30 alla fontana di St.Michel. Ovviamente, 8.30 e 8.40. I miei compagni nl’ultima sera sono Marco, Francesca, Claudia, Armen e Sarah. Quando ci si attende le cose, spesso non arrivano come si desiderano. Ma l’ultima Crêperie des Pecheurs e l’ultima pinte de blanche al Mazet hanno un valore simbolico. Hanno silenziosamente chiuso tradizioni di 1fase dla mia vita che non tornerà. Gradatamente, gli abbracci arrivano e le
persone se ne vanno, dopotutto domani si lavora. Francesca, Claudia, Armen. Lascio Marco all’entrata all’entrata di Pont Neuf, pochi secondi dopo un ultimo sguardo alla Tour, e alle Vedettes. L’euforia insensata che nasce dall’esser ancora lì, dal conoscere ogni angolo, ogni centimetro di quel ponte che ha visto
troppi pensieri, sentimenti, ed emozioni nel corso di queste 5 stagioni, si unisce alla brezza leggera che sale dalla Senna, mentre salto con la mia colonna e la mia croce e delizia. Tempo per il gran finale. Mi sembra quasi paradossale che Marco se ne vada. L’abbraccio è forte, il miglior wingman dal 1916 mi saluta, ed è stato
meglio così. Non so come avrei fatto se no.
Inizia una camminata tra gli ultimi simboli di una città che dorme. Tra risate ed abbracci 1rassegna di luoghi mi porge un ultimo silenziosamente notturno saluto. I teatri di Châtelet, i kebab di Les Halles, gli alberi di Sébastopole, il drapeau tricolore del Centre
Pompidou. Le Pick-Clops di rue des Archives, il Lizard Lounge, la giostra di St.Paul, les gauffres di Bastille. Roquette e le tenebre dei suoi bar. 2 linee parallele che risalgono il Marais, attraversano Rue Amelot e Filles du Calvaire. L’imponenza dla statua di République, contornata per risalire: le Canal
St.Martin, il Favelas Chic, Goncourt, Belleville, e ancora Pyrenées. Il tenero canapé di zucchero di canna ci accoglie per il tempo di qualche video, di Scary Movie 3, di qualche sorso di Coca Zero e i minuti necessari a riscaldare piccole mani e piedi gelidi. Non di più. Il resto è Jagermaister. Chiaramente, sono
fatti miei. Dedico giusto qualche parola, spinto dal dsiderio di non dimenticare la naturalezza, la cura, la dolcezza, l’attenzione. No, we didn’t. Per noi era altro. 3ore di sonno, 1saluto difficile, col sorriso, colpiti dal paradosso che ci porta a cambiare espressione nel giro di secondi, di battiti.
..la fin m’a voulu offrir la nuit la plus douce et cruelle. en marchant, je ne sais pas si sourire ou baisser mon regard. ce que je sais est que si tu voudras, je pars pour tôt revenir, et sourire encore. 1bacio ai frementi, forti e morbidamente avvenenti riflessi corvini. mi mancano già.

Difficile dirigersi a Bonne Nouvelle, correre a realizzare l’ennesimo piano complicato, scendere con 4 viaggi di valigie da più di 100 chili 5 piani a chiocciola, in tempo per prendere il taxi g7 prenotato poco prima, direzione gare de lyon. Il sole fa capolino, lascio una paris illuminata guardando il quai che si muove, egocentricamente.

Piango. Rido. Sorrido. E tornerò presto, nonostante tutti i miei casini, con il desiderio di riassaporare scintille dorate di vita, avvenenti riflessi corvini, e quel cielo cristallino che illumina il palcoscenico che non voglio lasciare. Perché, anche se cosciente del carattere effimero di tante cose nella vita, a Paris io ho ricordi profondi, amici sinceri e qualcuno che mi dona il sorriso. Il sogno si è avverato.
24.12.08
..day 463. La nera, celeste e dorata fine.. ?
18.12.08
..day 457.2 Bianco, rosa e nero. Dall’euforia, al silenzio. Rehab and resolutions in Manosque. -6.
..un’altalena di emozioni mi ha attraversato in questi 5 giorni. Dall’euforia a 32 denti, allo smarrimento che ti lascia muto, senza 1espressione in volto, e che ti dà l’unica voglia di chiudere il mondo di fuori e nn sapere quando tornarci. Dalla vergogna e lo shock, dal primo sorriso dopo il dolore, alla calma di quello che potrebbe essere considerato un rehab provenzale.
..una girandola d’immagini ha attraversato i miei occhi, in questi 5 giorni. Colori seducenti, aggettanti, spenti, solitari, silenti, e poi ancora accoglienti, appacificanti. Dal silenzio perso al silenzio fermo, tranquillo.
Tante cose sono successe in questi 5 giorni, e non tutte saranno scritte. E’ sempre stato un po’ il limite e il pregio di questo mio scrigno, quello di essere pubblico. Ci ho lottato contro, più di 1volta, con la noncuranza data dalla convinzione di non voler avere segreti. Al punto da ostentarlo online. Ma ognuno di noi ha dei segreti, ognuno di noi ha fatti che non ha raccontato, per i motivi più vari. E io, per i motivi più vari, taccerò su alcuni miei segreti.
Con ordine. 13 dicembre. Il punto più alto, e il più basso. Tutto nel giro di una manciata di ore. Il bianco candido della tenda che si sposta, il rosa fluorescentemente dolce che vola per terra. Sotto effetto, vero, ma i particolari di quelle ore non potrei descriverli senza ricercare un po’ di bellezza. Ce n’era talmente.. Poi, il nero che conduce al nero, il soffice che porta al duro, arso. In una parola, triste. Mi scuso per essere sparito, per non essermi praticamente fatto sentire nel weekend delle lauree dei miei amici.
Mi scuso per l’assenza, ma non c’ero neanche io. Non potevo esserci per nessuno.
14 dicembre. Muto, rinchiuso, ancora ammutolito. Socchiudo la porta solo per qualche sguardo, amico, che mi prende per mano.
15, 16, 17 dicembre. 5.45. Sveglia. Come per Copenhagen, la tristezza viene sopraffatta dal vuoto “alla fine devo”. 7.16, Gare de Lyon. Il treno per Manosque. Ritrovare luoghi di 9 mesi fa, di una vita fa.. L’Alta Provenza a dicembre è silente. All’inizio non mi accorgo della differenza. La consapevolezza verrà: è un altro silenzio. Interviste in profondità, film a ripetizione, contatti limitati con il mondo via telefono, skype, facebook. Lew Ashby fa un ultimo capolino nel discorso.
Tra St. Maurice, Manosque, St.Auban, e Montfort, mi fermo a pensare. Non troppo, ma era necessario. E’ vero, questi mesi mi fanno dubitare. Sono meno sicuro di me, pur avendo ancora fiducia nelle mie sensazioni. E sabato il colpo è stato duro. Per utilizzare una metafora ad uso maschile, come essenzialmente sbagliare un gol a porta vuota. Trovandosi in parità. A 5 dalla fine.
Però il silenzio di Manosque è diventato calmo, l’ansia è scesa, e incomincio ad accettare. Che ognuno ha i suoi problemi, che sta a noi risolverli, con la testa, e con la determinazione. Che non bisogna dimenticarli, metterli da parte: inconsciamente restano lì in ogni caso. E si mostrano.
E poi.. sbagli un gol al 85esimo, passano 3 minuti. 88. Ma è stata una partita lunga, 4 minuti di recupero. -6. Il 24 si torna in Italia. Ma ora non è ancora il momento. Last week in Paris. Wanna make that count.
Vostro, Manosque, 17 dicembre 2008, 14:12. La mia ultima sigaretta.
13.12.08
..day 452. Cena e reportages ai Pirenei. Sigarette nl tagliente vento dl Pop In. Lucenti riflessi corvini nla lontana Paris.
..avvenenti riflessi corvini nle ultime scintille parigine.e ancora,la sensazione d'esser passato a lato d qcosa.La vita è troppo corta x complicarsela.1giorno,lo capirò,contro me stesso.
..queste le ultime parole dedicate a 1serata dai toni alti. Tutto il bene e tutto il male di cui sn capace di palesano, incessantemente. Lanciarmi a preparare gli antipasti di Fernando e 2piatti di pasta cnl'accogliente sottofondo di Paolo Conte, chiaccherare su reportages, filmati, cortometraggi, cuscini dal gusto crudelmente dolce, tout, et n'importe quoi. Amélie Poulain en puissance. E rientrare in quel guscio puerile, infantile, quando la naturalezza sarebbe il più semplice. Ma a complicarmi la vita, sn sempre stato bravo. E poi uscire, affrontare Paris a dicembre, gelida, la luna piena ke fa capolino mentre sgattaioliamo nel tiepido metrò, ke ci segue nella ventosa linea di nome rue Amelot. Pop In, ricordo d 1passato sorpassato di kilometri, obiettivo raggiunto, realizzarlo senza neanke 1sorriso in volto. Perchè sn 1eterno insoddisfatto, perchè sn infastidito dai limiti ke nn riesco a passare, xkè 1messaggio esplicita 1altro problema, ke ho trascurato, e ke spero nn si riveli il peggiore. Ma ora la mia testa è altrove.. pausa. Risolviamo la questione intervista delle 15, per il momento.
7.12.08
..day 446.2 Lillidub. Made in HEC.
..gusto d'amarcord. giusto per ricordare qnt sn pazzi da qle parti.
PS. La cravatta su sfondo lago all'inizio è il rettore di HEC.
..day 446. Idea azzardata per scrutatori di cieli parigini. Waiting for 2 rituals: pomotoncino e Atdhe Flash.
..a volte l'aggettivo "luminoso" nn è 1bene per un appartamento, soprattutto x qli cn il soffitto a mansarda. Kmq.. in fase di risveglio, spio tra i vari gadgets per il blog, trovando quel particolare esperimento finalmente disponibile. Install. Ok. Ok. Fatto. Mmm.. livello richiesto di sforzo, alto. Ammetto. Però mi dico.. che i miei seguaci? macchè. followers? peggio. guardare.. scrutare.. ok. Mi dico che sarei contento di dedicare una piccola parte di quest'estemporanea testimonianza agli scrutatori di cieli parigini. Per cui.. in alto, sulla destra, bastano 1paio di clic.
Vostro, vi lascio per due rituali di questi ultimi mesi di ville lumière: pasta, basilico, tonno e peperoncino con Marco, davanti al Milan in streaming. Ah, la belle vie..
..day 445. Coke, Showcase, et faux-filet alla Vinicio Capossela. Una sera per rompere gli schemi.

..giornata ke inizia lenta, lenta, molto lenta. Insomma, dopo esser crollato davanti al computer ed aver avuto il piumone rimboccato dalla mia coinquilina rientrante da discoteca alle 6 dl mattino, il risveglio è stato lento, e l'attenzione si è rivolta subito a 1verbo tra i + in voga sotto queste travi di legno.. sbobinare. Penso di non essermi alzato fisicamente dal letto/divano fino alle 5.. insomma, vita di notte. Facebook, Marco, mi preparo ed esco. Tahiti 80 nle cuffie, mentre mi dirigo a Pont Neuf, e da lì al Café des Editeurs. Retrouvailles d'inizio dicembre, con Marco, Fra, Pierre, Armen, Guillaume, Marina e Steph. Lì, tiro in mezzo il mio compagno di avventure. Tra l'altro, mec, ancora grazie. Ti devo 1favore. Kmq.. cioccolata calda, e i primi guiri stagionali ke ci salutano. Restiamo in 4, direzione Le Peletier, Picard, ah no, Shopi. Il piacer di fare la spesa e scegliere accuratamente, con la fame che incomincia a bussare, quello che avresti mangiato dopo 10minuti. Faux filet, insalata e pomodori.
Che Armen condisce nel salotto di Marco, mentre il sottoscritto mette Vinicio Capossela prima di sedersi a brindare cn 1buon rosso. Ahhh... sazia, riposa, ricarica, allo stesso tempo. Right on time per uscire, e dirigersi a Pigalle. Per un appuntamento imprevisto, sconosciuto, improbabile. Che sfocia in 1festa altrettanto imprevista, sconosciuta, im probabile. Inutile dire cm sn gli invitati. Kmq, 1altra dimostrazione di come le persone sono complicatamente belle. Sguardi, attenzioni, e sorrisi che a torto vengon chiamati senza motivo condiscono quelle ore
contraddittorie. Ci sn limiti ke nn si passano. Ma è importante riuscire a vedere oltre. Io e Marco lasciamo la neve fresca per mezzanotte passata da poco, obiettivo tornare sulla pista battuta, obiettivo Showcase, Invalides, Francesca. Musica con derivata negativa, ma poco male. Tutto il resto è solo un preludio a questo Thé Or delle 4:29, a queste righe. Maturamente enchanté, Sarah.
4.12.08
..day 443. You got mail? Interviste in profondità tra marketing, cultura e storia.
..ore 12.45.41. Ho riletto abbastanza. Clic.
Tra poco, 3720 persone, incluso il sottoscritto per doveroso check della performance, riceveranno la seguente mail da parte del Service Consommateurs de L'Occitane en Provence:
Ok, esteticamente siamo lontani dai livelli propri delle mie presentazioni, però.. però è un simbolo. Queste persone riceveranno questa mail a causa mia. Perchè io ho utilizzato il Panel consumatori e gestito l'invio, certo, ma non solo. Perchè io ho messo in piedi questo processo. Perchè io ho proposto i contenuti, e la ricerca, all'azienda. Perchè sarò io a contattare, intervistare, gestire coloro che risponderanno.
Per quanto il mio futuro sia a Milano, e ci sarà stasera una telefonata pronta a ricordarmelo sotto vari aspetti, sicuramente anche emozionali, questo piccolo clic mostra che in 6mesi di stage ho comunque conquistato la fiducia professionale di persone, di un'équipe, di un'azienda cui sto facendo 1intervista o + al giorno, in quest'ultima manciata di giorni parigini. Scoprendone le storie che l'hanno accompagnata nell'ultimo decennio, le persone che l'hanno fatta crescere, che ne hanno fondato i servizi, che hanno visto passare l'Occitane da una marca con 5-10 negozi e un ufficio con le scrivanie condivise, a una rispettabile multinazionale della cosmetica da 430 milioni di euro, e 1200 negozi in giro per il mondo. Briciole, dirà qualcuno. Concordo, pensando al punto di vista. Ma nonostante ciò, interessante, motivante, appassionante. Nessun
ripensamento, intendiamoci. Solo un momento per guardare consapevolmente a un traguardo raggiunto, prima di ributtarsi nella routine dell'insoddisfazione, del "non ho fatto abbastanza", del "ho ancora tanto da fare", del "forza, coraggio", direbbe qualcun'altro.
Ad ogni modo, contento di ritrovarmi a fare quel clic.
1.12.08
..day 440. Professeurs 2.0.
..quando anke i docenti utilizzano internet 2.0 per generare il buzz sui loro nuovi libri. In questo esempio, incontro di supereroi HEC: Jean-Noël Kapferer e Vincent Bastien. Cioè i miei professori di Management de la marque et Marketing du luxe. Luxe oblige.
29.11.08
..day 439.2. Accompagnamenti visuali.
..day 439. Tartine, Mesrine, CPH e interviste. Sensazioni che tornano, in superstylin'.
..qualcuno ha ragione. Ho trascurato la mia piccola creazione. E' quasi un mese che non scrivo.
..perchè? Me lo sono chiesto anche io. Perchè Paris non mi dava più quel sorriso solo per il fatto di vederla, viverla, camminare tra le sue vie, le sue bandiere al vento, i suoi boulevard illuminati dalle prime luci delle feste. Perchè novembre è il mese del letargo, e l'inerzia mi ha conquistato in rue de Paradis. Perchè alla base questo blog è nato dal mio moleskine, e quando non scrivo vuol dire che non voglio scrivere a me stesso.
Eppure avrei tante immagini da ricordare.
Scendere i 5 piani di corsa, in una multicolore scala a chiocciola, per andare ad abbracciare la giornata.
Preparare una vasta selezione di molto apprezzate tartine con Benedetta, Claudia, Francesca, Marco, Marta, Vero (ordine alfabetico imponesi), rileggendo poi con un po' di bianco alcune righe di questa traccia scritta di un'esperienza unica, tra poco al termine.
Serate in compagnia di un caro amico, spese tra sguardi alle gesta del bandito Mesrine, e le solite profondamente interessanti chiaccherate sui molti aspetti che le nostre vite hanno in comune.
Un weekend freddo, caldo, freddissimo a Copenhagen, tra espulsioni inattese al Kulor Bar, classici hangover, e panorami scandinavi.
Interviste ai miei primi colleghi, portando avanti quella tesi che prenderà una parte della mia vita, compresa tra la sera tardi e le ore del weekend, per i primi nuovi vecchi tempi milanesi che sono davanti a me.
Tenere un seminario, sessione di formazione, quello che volete, nella sala showroom di l'Occitane, in video conferenza con Manosque, con proiettore allegato, e con francesine cape prodotto che come prima domanda nel mezzo della presentazione dello strumento mi chiedono se sono tedesco. Lo so, distraggo. Ma teutonico..
Camminare con dei capelli alla Cary Grant nella notte del 9ème, con Superstylin' nelle cuffie, riscoprendo quelle sensazioni lasciate nel cassetto qualche settimana fa. Che ora incomincio a risentire, adesso che i giorni francesi incominciano a contarsi, e inizio a capire perchè questa città mi mancherà.
Le sensazioni tornano, e questo guscio, come direbbe la Niki, alla fine aiuta a rifasarsi. L'avverso novembre è ormai agli sgoccioli, e per celebrare la sua fine, domattina si celebra il ritorno di un vecchio rituale. Café du marché, rue Cler. Sensazioni che tornano, come ormai capita in ogni angolo di questa città. Aspetto per il quale non posso essere che felice.
A parte disquisizioni sul mood generale comunque, con sorridenti malinconici sguardi al mese che fu, queste sono anche le giornate dell'impegno accademico, per preparare al meglio il ritorno, cercando di recuperare un po' del ritardo accumulato tra queste mura.
Per cui non prometto niente, non annuncio alcuna rinascita. Ma come vi dicevo, alcune sensazioni stanno tornando. Alcune di esse scrivendo questo post.
Vostro, december in Paris. Wanna make that count.
17.11.08
5.11.08
..day 415. The day of change.
..no need for my words, here.
4.11.08
..day 414. l'orale du DALF.
..a rigor di logica nn dovrei scrivere, dato ke sn a Milano. E ho già fatto una doverosa eccezione per il weekend a Firenze. Néanmoins, è come se fossi stato à Paris, per qualche manciata di minuti. La sessione orale del DALF.
Arrivare anche troppo in orario, aspettare mezz'ora camminando per i corridoi del Centre Culturel Français canticchiano le canzoni d1anno à Paris. Zebda, Asa, l'amarcord Dionysos. Klaxons. Mille pensieri di un anno in Francia, tempo di dimostrare quello che ha portato alla mia lingua. Con un sorriso scarto l'ennesimo testo sui pensionati. Stavolta, niente voli pindarici. Articoli fattibili sulle vacanze ecologiche, il nuovo posizionamento dell'industria del turismo in Tunisia. Ogni virgola, un rimando. Altermondo, chiaramente l'Occitane. Preparo una scaletta e una scaletta della scaletta che nn rispetterò, ma ci scherzo su in lingua e via di slancio. Spigliato tra i boccoli che mi hanno salutato allo specchio stamattina, faccio il mio exposé. Reggo senza muovermi le domande, rincalzo, sviluppando teorie utopiste. Qualche ripetizione, qualche piccola faute. Ok, nn sono madrelingua, ma parliamone. Con la giusta pronuncia teatrale.
Mi avvalgo del contrasto con la candidata di prima. Senza pietà, anche in qsto temo di aver preso un po' dalla cultura francese.
Accetterò il verdetto serenamente, sapendo quello che personalmente mi sarei dato. Aucun regret, direi. Possiamo lasciarci andare a Golden Skans.
E ai Kooks.
1.11.08
..day 411. Sfidando la pioggia d'inizio novembre. Scelte.
..alla fine tutto si può vedere come una serie di scelte. Ciò che è più difficile da fare, scegliere. Le scelte che fai ti fanno essere chi sei, decidono chi sarai, e mostrano lati di te al mondo. D'altra parte scegliere significa rinunciare a una zona d'azione, a possibilità, in ragione di opzioni che valutiamo migliori alla luce dell'unico fine che ognuno di noi può avere, la felicità.
Le mie scelte mi fanno camminare sotto la pioggia, alle 2 di notte a Parigi. Piove che Dio la manda direbbe qualcuno, e qualcun'altro direbbe che avrei fatto molto meglio a trovarmi sotto le coperte dove sarei potuto essere. Difficile fare, e quindi essere brave persone, oggi. Le mie scelte mi portano, fradicio, a tornare solo verso un appartamentino in cima a 1a lunga scala. Allo scoccare del peggiore mese dell'anno, storicamente parlando. Va bene. Ti aspetto qui, novembre.
28.10.08
..day 407. La bellezza di parole al vento.
..i post più belli a volte sn anke i + effimeri. L'ultimo, ieri mattina, è durato il tempo di una sigaretta, improvvisato sottovoce guardando un centinaio di caminetti, qualche decina di tetti a 1cattedrale illuminarsi prima della pioggia. Queste nn sn che parole per ricordarmelo.
26.10.08
..day 405. Solo una risposta..
..velata, cm il nome di ki mi ha lasciato l'ultimo commento. Ma a volte scriverlo nn è necessario. 850km ke placano 1ritrovata impulsività. Instintività. Meglio andare a rollarmi 1sizza..
21.10.08
..day 400. 3giorni sul lung'Arno.
..cioè, il racconto di 1weekend a Firenze con Reda.
Cronologicamente immagini: gli abiti che si ammassano nel metrò, mentre le porte si chiudono a Cadorna, e il sottoscritto cronometra a canzoni il tempo che manca alla partenza dl treno. Ancora una volta, few.
L'abbraccio a Santa Maria Novella sotto l'affresco, la camminata sull'illuminato ponte Vespucci, mentre la riccamente italiana bellezza dei palazzi sull'Arno precede l'entrata nella spaziosa, impersonalmente patchwork casa di Reda, in via Bartolini, ufficialmente rive Gauche. Statuette africane, camere a colori alternati, bagno da Italia anni '70.
Preparativi veloci, qualche gradino e Firenze.
Sampietrini, pavé, aneddoti sul Ponte Vecchio, mentre i primi racconti accompagnano una camminata che passando per una crêpes arrivano at The Lion's Fountain Pub.
E lì, forse per l'ultima volta in modo inconscio, a trasmettere significati culturali e dimensione affettiva a 1esperienza di consumo. 1guinness e 1weiss. Volti femminili, organigrammi, colloqui, molta acqua sotto i ponti. Poi, tempo di cambiare posto e discorsi, lasciarsi prendere dalla serata fiorentina. Check. L'esperienza di sentirsi offrire un drink al bancone del Rex non ha prezzo.. tutti gli altri giri dla sera, sì. Ma niente, paragonato a 1sizza sdraiati sui rinforzi dl ponte, davanti al Vecchio, canticchiando in duetto Parisian Skies. Il ritorno attraverso Santo Spirito conduce ad ultimi sorsi, ultimi sorrisi, ultimi momenti d'improbabile sospettata australianità.
Zzz.. Firenze 13? Ho conosciuto sportelli dle poste + simpatici.
1doccia con Ultra Dolce di Garnier, e dopo poche decine di minuti ritrovarsi a guardare Piazza della Signoria con una schiacciatina finocchiona e stracchino in mano. Potremmo analizzarla come la ricerca di un'autentica offerta autoctona. O forse semplicemente come 1grande affare. Death Note.. eheh.
Salto di scena, e ci ritroviamo con il sole ke fa capolino a salire 1collina (pardon, 1monte), mentre metà Firenze è allo stadio e l'altra metà può sentire da lontano le campane del matrimonio cui erano presenti 2 corvi in viola e nero. Ahi. Kmq.. accanto a dove il conte Mascetti aveva cercato di prender 1mazzo di fiori per il povero Perozzi, guardiamo 1città piccola, no, grande, no, mediamente perfetta per 1fase. La Montmartre de no'altri, Saint Myniato at the Mount, ci saluta con una discesa da 3€ di suole, un bonsai simbolicamente sostituto di un geranio, e, per restare in tema, qualche teoria botanica. Poi tramonto, dolci, e 1merenda sul lung'Arno. Meravigliosamente calmo, simpatico, toscano.
Poi, 2 ore di paper, tentazioni, discorsi sulla sociologia applicata al marketing.
Serata tranquilla, che l'Osteria de' Benci (?) puntella con grande qualità gastronomica. 2 iPhone bianchi alla ricerca di piazzole wifi per concordanze spinte. Rita fa capolino tra le righe. Zero Veneto, 100% Toscana.
Alla ricerca di 1brunch, troviamo 1pranz..o. In verità, antipasto rusticamente perfetto e la scoperta di come superare la diagonale prezzo/qualità con mellow Yellow.
Una porta rossa come ultimo souvenir referenziale, prima degli ultimi scambi, dell'ultimo binario 1.
E pensare ke ho tralasciato tante cose.. e dopo Rita, salutiamo anche Mara.
Ritorno a Milano con meno tartaro, una paradossalmente aumentata capacità di godere del momento, la consapevolezza di 1amicizia chiaramente nella metà campana di destra. Una splendida, innocente evasione.
Riacquisto una parte di me che una mia non amica, per quanto innegabilmente importante, mi ha raccontato essere parte di sè.
XOXO, grazie, da Fede a Fede. Viva la vida.
12.10.08
..day 391. Mind the gap.
..just a quick video to keep in mind. Has it got something to do with my thesis? More on that, later.









